Strano vero? Ma chi non lo è…
Ho la veneranda età di 34 anni. Pochi per alcuni di voi almeno spero, molti per me, soprattutto quando vedo le nuove leve ai concerti di Vasco.
Sono laureata in Economia Aziendale: ognuno di noi ha uno scheletro nell’armadio; amo leggere: la maestra mi ha sempre detto di non restare analfabeta; amo e sono amata da una persona speciale: tutto questo sentimentalismo; viaggio, quando posso con il corpo, e sempre e costantemente con la mente: oggi sembra essere molto di moda conoscere le diversità ed essere poliglotti; amo andare in palestra: in realtà sono costretta altrimenti rotolo. Il divano è senz’altro più convincente; ho tantissimi amici che stimo e con i quali condivido il mio tempo libero: tanti è meglio di uno.
Bene, adesso trattiamo argomenti seri:
seguo Vasco da oltre metà della mia vita ed ancora non mi basta. L’assuefazione non arriva mai, ho iniziato con i primi concerti in tribuna, poi sono passata al prato, poi lungo la transenna a ridosso del palco, dove ho potuto perdermi in quello sguardo triste, ironico, nostalgico, prepotente ed arrabbiato.
Ho iniziato con Udine, dove Vasco diventò fin da subito il mio “Compagno di Emozioni” e la sua “Sii stupendo” fu, ed è ancora oggi, la mia “Notte prima degli esami”. Sono passata poi, a Padova, Trieste, Rosà (Vi), Genova ed infine, ho ottenuto le chiavi del suo regno: Milano. Esperienza che consiglio veramente a tutti.
Ma anche qui non basta ancora.
A gennaio 2008 ho iniziato a collaborare con il direttivo del Vasco Fan Club Portogruaro (Ve): mi si è aperto un mondo. Amici nuovi e conoscenze nuove. Fin da subito ho cercato, nel mio piccolo e con la mia inesistente esperienza, di proporre iniziative e progetti.
Fin da subito ho sentito parlare di personaggi come Diego Spagnoli, Stefano Bittelli, Andrea Innesto, Clara Moroni e via dicendo. Ma vi immaginate parlare con loro come se fossero i tuoi nuovi vicini di casa?
Un paio di mesi dopo sono da lui: da Vasco. Lo vedo, lo incontro, lo saluto. Mi autografa “Il mondo che vorrei”, diventato subito la mia reliquia.

A questo punto come si fa a dire: basta.
Infatti, eccomi qui, pronta ad intraprendere questa nuova iniziativa. Sempre più difficile, sempre più importante, sempre più coinvolgente.
Ho tantissima voglia di fare, ho sempre poca esperienza alle spalle, ma ho un obbiettivo ben chiaro in mente: non essere più solo una fan “passiva” che ascolta i dischi, che aspetta lo special in tv e che si presenta allo stadio.
Non sono diversa da tutti Voi, non ho conoscenze speciali o maggiori rispetto alle vostre, ma mi piacerebbe molto poter pensare di essere un “trade union” di un popolo che condivide un’unica passione: la musica di Vasco Rossi.
A questo punto non mi resta che augurarmi buon lavoro e tanto, tantissimo studio.
Ciao Sonia









